Ha fondato un’azienda basandosi sulla sua passione più grande: l’amore per la terra.
Dopo anni di lavoro, ci si ritrovi a 49 anni, a doversi reinventare, non solo un lavoro, ma uno stile di vita e una prospettiva di futuro. Ha lavorato come operaio nel settore metalmeccanico per 30 anni e, ora, titolare, insieme alla moglie Donatella, della Pastorello Vini.
Suo papà Nello era stato agricoltore e, tra Fubine e Cuccaro, gli ha lasciato circa un ettaro di terreno.
Decise così di dedicarsi ai vigneti e di impiantare un noccioleto, consapevole che l’impegno sarebbe stato grande e, i risultati, sarebbero arrivati col tempo, la passione e la dedizione. Poi, un giorno, un incontro cambiò tutto.
Pochi mesi dopo aver avviato l’azienda agricola, con sua moglie era intento a controllare le vigne.
Passando tra i filari, notarono una macchina ferma nella sommità del vigneto, adiacente alla strada, e dopo qualche secondo scorgemmo una persona che li stava osservando da lontano. Si avvicinarono per capire di chi si trattasse e riconobbero il dottor Donato Lanati.
A quel punto Lanati entrò in vigna e osservò l’uva, spiegandoci le caratteristiche che l’acino maturo deve avere.
Da quell’episodio, nacque un’amicizia che dura ancora oggi. C’è un aneddoto, che Lanati racconta ancora oggi, riguardo al perchè quel giorno si fermò in vigna e iniziò a parlare con Mario e Donatella.
Tutto partì con promessa che fece al papà di Mario.
Lanati, tanti anni prima, chiese a Nello la possibilità di realizzare un pozzetto d’acqua nel suo terreno, per favorire il collegamento presso la sua abitazione.
Per la cortesia, Nello non volle nulla in cambio, ma gli disse “quando mio figlio farà il vino, lei lo aiuterà”.
Il dottore non si dimenticò della promessa fatta.

Sembrerà un episodio banale ma, per noi, ha avuto un impatto importante nel percorso di crescita professionale.